Italia ti voglio bene
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le virtù civili
per vivere meglio

Il progetto

Italia Ti Voglio Bene è un progetto di rilancio del capitale sociale

Italia Ti Voglio Bene ha l'obiettivo di ridare voce e valore all'Italia virtuosa. Lavora alla diffusione di una nuova visione della cittadinanza, fondata sulle pratiche di cittadinanza attiva, sugli stili di vita sostenibili, sui rapporti di reciprocità, cooperazione e collaborazione, sulla responsabilità sociale e sul senso civico. Con la convinzione che le smart Cities possono essere costruite solo da smart communities popolate da smart citizens.

All'interno di Italia Ti Voglio Bene sono attivi gruppi di lavoro tematici che elaborano proposte operative nazionali. Il progetto organizza inoltre una giornata nazionale per diffondere i rapporti di fiducia tra le persone e il senso di comunità che sono indispensabili per la corretta gestione dei beni comuni e per la loro valorizzazione.

Le motivazioni

I beni comuni

La fiducia, la cortesia, le relazioni tra le persone, il senso civico, la giustizia, la solidarietà. Ma anche le strade, le piazze, l’ambiente, le risorse naturali, la corretta gestione dei rifiuti, il territorio e i suoi prodotti. Sono tutti beni comuni, il cui buono stato migliora la vita quotidiana, assicura il futuro, rasserena l'atmosfera della città, genera felicità. E influenza positivamente l’economia. Infatti i rapporti di fiducia tra le persone sono la premessa per qualsiasi scambio economico e la solidità di una società in grado di superare momenti di difficoltà dipende anceh dal suo senso di comunità.

Proprio i beni comuni, a differenza dei beni privati e di quelli pubblici, generano per la loro stessa natura una relazione tra chi li usa: un rapporto tra persone, chiamate ad accordarsi, a condividere norme e visioni, a entrare in un rapporto non superficiale. Identificare e mettere a punto forme di gestione per i beni comuni innovative ed efficaci, materiali ed immateriali, ha anche una portata straordinaria sull’economia che regola le nostre società attraverso l’inserimento nei modelli economici di nuovi valori, come la fraternità e la reciprocità, dell’altro e dei bisogni di relazione.

Una nuova visione di cittadinanza

Il filosofo Norberto Bobbio sosteneva, citando Montesquieu, che il fondamento di una buona repubblica, prima ancora delle buone leggi, è la virtù dei cittadini. E in questo senso è più che mai necessario costruire una nuova visione di cittadinanza, che sia inclusiva di virtù civili di diversa generazione, a partire dal rispetto passivo delle norme sociali e giuridiche condivise fino ad arrivare agli atteggiamenti attivi di tutela dei beni comuni, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale. C’è bisogno di un’operazione culturale ambiziosa, che possa modificare la concezione diffusa di quali sono le virtù necessarie e funzionali alla felicità e al benessere di tutti, specialmente in tempi di crisi.

Esiste una Italia virtuosa, che dà l’esempio, testimonia il rispetto delle città e degli altri, si impegna a favore della comunità, ascolta il prossimo, dona la propria competenza e sensibilità. Un rispetto fatto di semplici ed eroici gesti quotidiani, piccole ma preziose attenzioni agli altri e all’ambiente. Una Italia che si impegna per la soluzione dei problemi, che non è indifferente. Una grande comunità che ha memoria e cura e coltiva il rispetto del territorio e delle tradizioni con un approccio moderno. Ma anche un sistema di imprese che trae beneficio da un tessuto territoriale ricco di capitale sociale in applicazione della Responsabilità Sociale d’Impresa. Su questa Italia, sul suo capitale sociale, si può far leva per arrivare a nuovi modelli di società civile e di cittadinanza.

Benessere Equo e Sostenibile

Per valutare il benessere di una società nel suo complesso il vecchio indicatore di ricchezza del PIL sta pian piano cedendo il passo al BES, la misura più ampia e inclusiva che valuta dimensioni relazionali, di istruzione, sicurezza. Lo stesso passaggio deve essere compiuto a livello individuale. Serve un cambiamento del metro di valutazione del vantaggio del proprio agire. Per il presente e per le generazioni future. È necessario ripartire da un’idea di cittadino la cui azione sia guidata dalla constatazione che scegliere l’impegno, la cooperazione e il rispetto delle regole invece dell’indifferenza, dell’isolamento e della furbizia arricchisce, rende pił felici e tutela i beni comuni.

La lunga crisi che stiamo vivendo genera nuove opportunità, determina una nuova scala di valori in cui trovano spazio idee e visioni inedite: il senso civico è indicato anche dal sociologo Ilvo Diamanti tra i fattori più importanti per uscire dalla crisi.

Smart Communities

Oggi si concentrano grandi risorse nella progettazione di Smart Cities. Difficile però costruirle e sfruttare le grandi potenzialità delle nuove tecnologie senza tener conto del fattore umano: città intelligenti significa anzitutto cittadini intelligenti, smart communities. Le scelte individuali e collettive sono infatti le uniche che possono e devono orientare lo sviluppo di Smart Cities. Dalla scelta del mezzo di trasporto ai comportamenti di acquisto, dalla partecipazione al rispetto delle regole: le comunità smart si basano sulla capacità dei cittadini di mettere in atto comportamenti cooperativi e lungimiranti e su quella dell’amministrazione di pianificare una crescita coordinata e flessibile che preveda la partecipazione sociale.

L’attenzione al capitale umano e al capitale sociale quindi non può essere lasciata al caso. La formazione delle virtù civiche di una nuova cittadinanza non può essere solo delegata alla scuola ma deve coinvolgere tutta la società, in un’operazione che sia fondativa di città intelligenti che invece abilitino la socialità, l’integrazione, l’iniziativa economica, lo scambio di competenze e la produzione di intelligenza, con implicazioni tecnologiche ma anche immateriali, culturali e organizzative.

rilanciare il capitale sociale

Custodire e valorizzare i beni comuni, così come coltivare le virtù civiche di questa nuova dimensione della cittadinanza, è possibile soltanto nelle società ricche di quello che Robert Putnam chiama capitale sociale, quella straordinaria risorsa coesiva che sono la fiducia negli altri e i rapporti di reciprocità generalizzata. C’è un grande bisogno di coltivare questo patrimonio, dando voce alle tante esperienze virtuose e lavorando con iniziative concrete che attivino un cambiamento culturale trasversale a tutti gli ambiti della società.

Il capitale sociale non nasce dal nulla e non si trasmette automaticamente da una generazione all'altra. L’Italia ha bisogno di fare un salto storico in questo campo, un salto che deve essere innanzitutto culturale.

L'Italia ha bisogno di una grande produzione di felicità. Ha bisogno prima di tutto che crescano le buone maniere e le virtù nei suoi cittadini. Il rispetto delle regole deve entrare a far parte della cultura profonda degli italiani, e l’attenzione agli altri e ai beni comuni deve essere radicata nel quotidiano. Nei saluti, nel dire grazie o nel chiedere scusa, nella fiducia verso gli altri, nel prendersi cura degli spazi comuni, nel vivere e svilupparsi in equilibrio con il territorio e con le sue risorse, nell’accoglienza e nella cura della memoria e delle tradizioni, nella pratica dei doveri civici.

Le esperienze già esistenti su tutto il territorio nazionale non mancano: a partire dai tanti cittadini, gruppi, associazioni che si attivano per prendersi cura concretamente del proprio territorio, strade, parchi, città. Esperienze che oltre a benefici in termini di benessere per i partecipanti portano anche vantaggi a tutta la società, a ricadute economiche più generali e all’attivazione di dinamiche sociali virtuose e contagiose. Gli ambiti sono tanti: dai GAS alle “social street”, dai progetti nati dalla responsabilità sociale di impresa a tutti casi in cui il beneficio personale diretto di alcuni si accompagna a ricadute positive per tutti.

A questa nuova visione della “cittadinanza” vuole dar voce il progetto Italia ti voglio bene, che vuole individuare e sviluppare nel tempo nuovi strumenti per rilanciare e coltivare il capitale sociale del nostro paese. È necessario agire per non lasciare il già debole senso civico degli italiani in balia dell'egoismo montante e della sempre più diffusa valorizzazione sociale della furbizia.

finalità generali
  • Favorire la crescita del capitale sociale
  • Costruire una nuova visione di cittadinanza
  • Applicare forme di gestione efficace dei beni comuni
  • Richiamare gli interessi delle generazioni future
  • Sviluppare la cultura delle regole
Obiettivi
  • Far crescere la consapevolezza dei vantaggi derivanti da atteggiamenti cooperativi e di impegno attivo
  • Sottolineare l’importanza dei beni relazionali per la felicità delle persone
  • Mettere in luce i valori cooperativi e veicolare la cultura della fraternità
  • Promuovere la cittadinanza attiva e la gestione partecipata dei beni comuni
  • Mettere in sinergia le energie virtuose già attive a tutti i livelli
  • Unire approcci ambientali e civici nella cura e manutenzione delle città e del territorio
  • Favorire lo sviluppo di modelli di gestione economica basati sulla cooperazione tra cittadini, imprese e amministrazione
  • Coinvolgere le categorie meno sensibili
  • Valorizzare e dire grazie all'Italia virtuosa

I tavoli tematici

Uno spazio e un'opportunità di incontro

Italia ti voglio bene vuole essere uno spazio e un'opportunità di incontro, confronto e proposta per i soggetti che a vario titolo e in diversi ambiti si sentono portatori di queste tematiche ma soprattutto che si pongono l'obiettivo di valorizzare le buone pratiche del territorio, metterle a sistema evidenziandone i benefici e le ricadute per l'intera società.

Per questo motivo il primo passo sarà quello di costituire una comunità di scambio dove raccogliere i contributi di personalità, che in maniera multisettoriale e multidisciplinare, permettano di arricchire e mettere a punto le proposte operative volte a stimolare la crescita del capitale sociale e a valorizzare e ampliare la comunità di quanti si prendono cura attivamente dei beni comuni del nostro paese. Uno spazio dove confrontarsi sulle criticità della nostra società per ragionare poi sulle strategie e modalità di diffusione di una nuova cultura di comunità.

Alcuni primi spunti di lavoro
Ricadute economiche del capitale sociale

La creazione di un percorso che permetta di evidenziare le ricadute economiche sul sistema paese dovute alla diffusione e valorizzazione di dinamiche di fiducia e reciprocità organizzata e di pratiche di gestione dei beni comuni anche attraverso una piena diffusione dei principi del BES.

Riconoscimento dei cittadini

Valutare la possibilità di progettare dei sistemi di sostegno e supporto anche economico delle attività dei singoli o di gruppi organizzati di cittadini che si impegnano per il bene comune attraverso forme di defiscalizzazione che non fungano da incentivo ma da “riconoscimento” anche per il risparmio economico derivante per l’intera collettività.

Servizio civile volontario universalistico

Il rilancio del Servizio Civile Volontario Universalistico, che ne ampli la funzione, orientandola maggiormente alla tutela e gestione partecipata dei beni comuni, allargandone l’accesso ad una pluralità di fasce d’età o immaginando forme specifiche per alcune categorie, come gli studenti.

Civic centers

L’avvio di un percorso che porti alla trasformazione dei luoghi dell’istruzione (dalle scuole primarie all’università) del territorio nazionale in civic center del territorio, luoghi privilegiati di diffusione di questa nuova visione di cittadinanza che sviluppino un protagonismo degli istituti scolastici nella cura e tutela dei beni comuni del territorio.

Enti locali

L’attivazione di un lavoro con gli Enti Locali che porti all’istituzione di un assessorato per la cittadinanza attiva e la sussidiarietà con l’obiettivo di arrivare ad una chiara identificazione, per ogni territorio, dei referenti per la cittadinanza attiva a cui rivolgersi per progetti di cura partecipata di beni comuni e con il compito di valorizzare le buone pratiche in questi ambiti.

Imprese e territorio

La riflessione sul tema della responsabilità sociale ed ambientale delle imprese che porti a consolidare e sviluppare i rapporti virtuosi tra imprese e territori, ideando strumenti normativi e cabine di regia dedicate a livello locale e nazionale.

Il gruppo di lavoro
Italia ti Voglio bene è un progetto coordinato dal Centro Antartide di Bologna, che opera da 20 anni sui temi della sostenibilità e dell'educazione civica, con professionalità nel campo della progettazione intersettoriale, della facilitazione e delle attività di comunicazione on e off line.
Roberto Cartocci

È docente di Scienze Politiche presso l’Università di Bologna ed è tra i maggiori studiosi delle tematiche legate al capitale sociale.

Gianluigi Covili

Direttore dell'area Emilia di Nordiconad.

Gianni Dominici

È direttore del Forum PA e si occupa dello sviluppo Smart Cities e Smart Communities.

Ethel Frasinetti

Specializzata in Economia della Cooperazione è direttore Generale Legacoop Bologna, membro della Direzione di Legacoop Nazionale.

Walter Ganapini

Co-fondatore di Legambiente ed ex presidente di Green Peace Italia, è tra i maggiori esperti di rifiuti in Italia.

Roberta Paltrinieri

Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Bologna e si occupa di consumi sostenibili.

Maria Luisa Parmigiani

È Responsabile sostenibilità nel Gruppo Unipol e segretario generale di Impronta Etica, si occupa di responsabilità sociale d’impresa dalla seconda metà degli anni novanta nel movimento cooperativo.

Walter Vitali

Ex senatore ed ex sindaco di Bologna è fondatore di Laboratorio Urbano - Centro di Documentazione, ricerca e proposta sulle città.

Paolo Venturi

Appassionato di Impresa Sociale e Innovazione, Paolo Venturi è Direttore di AICCON, Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, insieme a Organizzazioni del Terzo Settore e al movimento cooperativo,e autore del blog Co-operare su Vita.it.

Stefano Zamagni

Docente di Economia Politica presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di nuovi modelli di welfare e della gestione economica dei beni comuni

Giornata Nazionale Italia Ti Voglio Bene

21-22 novembre 2015

Sono tanti i cittadini, gruppi, associazioni, imprese e pubbliche amministrazioni che ogni giorno dimostrano la loro passione e il loro affetto per il nostro paese, verso la propria città, il proprio quartiere. Che si prendono a cuore i beni comuni. A tutte queste realtà vuole dare voce la giornata nazionale #ItaliaTVB, in cui tutte le realtà attive nello sviluppo del capitale sociale sono invitate a svolgere in un’occasione condivisa le loro abituali attività e le loro iniziative virtuose per dire, insieme ad altri in tutto il Paese, un grande ti voglio bene all’Italia.

Hanno detto
  • La gentilezza dovrebbe diventare il modo naturale della vita, non l'eccezione.

    Buddha
  • Prego, dopo di lei

    Emanuel Levinas
  • Il fondamento di una buona repubblica, prima ancora delle buone leggi, è la virtù dei cittadini

    Norberto Bobbio

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